IL SEGNO DI HENRI A ROVIGO
“Non solo manifesti” é la parola d’ordine della mostra Henri de Toulouse-Lautrec a Palazzo Roverella.
Parigi ed i suoi personaggi immortalati dai pittori di Montmartre che si riunivano nei café, teatri e sale da ballo à fin du siècle ai piedi della Torre Eiffel. Non solo pittori, ma poeti, musicisti, scrittori, i cenacoli più produttivi ed affascinanti di quel periodo dove la libertà artistica invadeva strade ed animi. Ed é in questa atmosfera che Henri segue la sua strada, il suo “segno”, il suo “tratto” distintivo, se pur influenzato da pittori come Van Gogh ( ottimo amico ) e Degas, si differenzia dagli Impressionisti per la sua predilezione per le figure, i personaggi femminili e maschili, ballerine, clown, trapezzisti, cavallerizze, prostitute, avventori nei café e sale da ballo, in movimento, in attesa, sorridenti, tristi, assorti, presenti. Occhi inquieti e al contempo placidi nel verde giardino o dolcemente assorti l’uno nell’altro nel grande letto che accoglie fanciulle innamorate, vispi e divertenti nello splendido viso di William Warrener, pungenti ne ” La revue blanche”, l’affascinante dama dai capelli rossi, capelli rossi che ritornano spesso ad avvolgere nuche, adornare gote e colli sinuosi, raffinati a ricordare le dame di Boldini, più naturali e meno impostate, diciamo genuine nei modi e nei gesti quotidiani. Henri, libero pensatore, ironico, beffardo, divertente e mai noioso nei colori e nei tratti, anche il “bianco e nero” é originale, si unisce al movimento “Les arts incohérents” dove giochi di parole, giochi di pittura, teatro, poesia e musica prendevano vita liberi da costrizioni culturali e sociali. Henri, merci beaucoup. Mentre sfogliate le gallerie vi consiglio la musica di Erik Satie, amico e compositore. Gymnopedie 1, la mia preferita.




“…e’ nelle movenze d’un corpo femminile, in riposo o nel turbinio della danza; è nello scarto di una gamba, nella piega di una bocca, in un gesto, in uno sguardo, colti nel preciso ed irripetibile istante della loro massima espressività, che Lautrec riesce a trasmetterci intero il fremito della vita: il guizzo della lucertola, il salto della cavalletta, il sussulto improvviso d’un pesce, il volteggiare di una farfalla, insomma tutto ciò che di più vivente ha la natura, da lui sorpreso nel mutevolissimo caleidoscopio della “capitale del piacere” grazie all’infallibilità unica del suo disegno, anzi del suo “segno” inconfondibile, nel quale par consistere, più che nel colore, tutto il suo segreto.” Giorgio Caproni
“Ho cercato di fare ciò che è vero e non ideale.” Henrie Toulouse Lautrec
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Les arts incohérents
« Toutes les œuvres sont admises, les œuvres sérieuses et obscènes exceptées. »
« Tout ce que les calembours les plus audacieux et les méthodes d’exécution les plus imprévues peuvent faire enfanter d’œuvres follement hybrides à la peinture et à la sculpture ahuries… » Felix Fénéon







