Hammershoi Vilhelm a Rovigo
Il silenzio nordico in pittura, non solo Vilhelm, si manifesta attraverso interni ed esterni di rarefatta purezza dove il bianco, ovvero la luce, appare attraverso una finestra posta in un’altra stanza, che non si vede, ma c’é; riflessa sul muro al di sopra di un solitario sofà ; riflessa sul pavimento a piccoli quadretti a rischiarare interni in ombra, lineari, semplici, composti. Il bianco ritorna nelle porte, nelle sedie, nelle tovaglie, nelle rare suppellettili, qua e là, senza disturbare, senza essere invadente. Il bianco é una silenziosa presenza, un punto fermo nell’oscurità, il faro dei colori. La presenza umana é contemplata saltuariamente, figure femminili sempre o quasi di spalle, intente a ricamare, o leggere, con il collo reclinato, ed è quella parte del corpo, leggermente scoperta, che risalta con dolcezza e delicatezza.
Fanciulle che attendono in silenzio un ritorno, l’ora del te o della cena, la fine di una giornata.
Il tempo sospeso ritratto con precisione disarmante.






