Sorry we missed you – il film
Questo Primo Maggio, un pensiero doveroso alla categoria dei riders e non solo.
Come sempre Ken mira dritto al punto senza se e senza ma, no way out, questa volta.
Le modalità di maltrattamento sociale sono cambiate nella forma ma non nella sostanza.
I posti di lavoro cambiano, assumono forme differenti, si travestono, si adattano ai tempi.
Qualifiche, per modo di dire, tipo: impiegati in smart working, riders, corrieri, lavoratori precari etichettati elegantemente “autonomi”, vagano impunite tra le righe dei contratti di lavoro.
I datori di lavoro, imprenditori, pseudo-gestori di queste aziende, non cambiano e non si adattano, rimangono tali e quali, sempre una buona parte, ( ci sono le rare eccezioni, anche qui in Italia, devo dire ) nelle pretese e nell’indifferenza.
Perpetrano lo sfruttamento fisico e psicologico, facendo leva sulla necessità primaria del lavoratore e cioè guadagnare da vivere per sè e la famiglia, rendendolo ancora schiavo nel 2000.
Ma si può? Sì, si può, anche qui in Italia. Vedi Corriere Bartolini.
Guardare questo film é un dovere e guai a voi se solo con una parola od un gesto offendete autotrasportatori, corrieri e riders and so on. Thank you.




