Le Mans ’66-il Film
Caro Ken, verresti a fare una capatina da lassù a quaggiù ? Così, giusto un paio di mesi, anche tre.
Potrai scegliere la macchina che preferisci, i luoghi a te cari, se ci sono ancora oppure ne troverai di nuovi.
E mentre lo fai, please, diffondi la tua purezza d’animo, la tua onestà interiore, la passione smisurata e rispettosa per ciò che ami fare a dispetto di ciò che gli altri vorrebbero importi, il senso del dovere verso te stesso e quello che sei, il valore dell’amicizia, quella bella, sincera, di confronto verbale e fisico che solo gli uomini sanno mantenere. L’amore per le sfide, non per vincere, non ne hai bisogno, per sperimentare, risolvere, superare il limite, aggiustare, raggiungere i giri del motore, quelli perfetti, quelli unici , quelli che servono, quelli che solo il talento sanno riconoscere. Il senso del sacrificio, oh, quello che schiaccia l’orgoglio per bene e lo fa piccolo piccolo, ma che ti rende grande, un grande uomo, un eroe di altri tempi, e qui, in questa scena in cui stai per raggiungere il traguardo da solo, e sei felice e ridi di gioia per la vittoria, che gli occhi cambiano colore ed il volto espressione, la tua coscienza ti chiama, e tu, acciderbolina, rispondi, e rinunci per permettere alla squadra di raggiungere il traguardo insieme.
Beh, non so voi, ma qui, il cuore mi si é rotto in tanti piccoli cocci ed il pianto ha prevalso.



Grazie James per aver dato corpo e mente a Ken, per aver coinvolti noi profani nelle dinamiche frenetiche ed affascinante del mondo dei motori, in modo poetico, quasi rarefatto, sospeso, tra asfalto ed orizzonte, lo dicono i particolari, per esempio un cappello appoggiato sul paraurti mentre i raggi del sole attraversano la paglia, nel punto di fuga dello specchietto, nelle luci notturne di una pista vuota e bagnata, nel gesto di alzare il cappello di Ferrari, in segno di rispetto per Miles ed il silenzio sospeso che precede il fumo in lontananza.
“C’è un momento, quando sei a 7000 giri, in cui tutto svanisce. La macchina diventa priva di peso. Scompare. E tutto quello che rimane è un corpo che si muove attraverso lo spazio e il tempo. 7000 giri al minuto. E’ lì che li incontri. Lo senti arrivare. Si avvicina al tuo orecchio… E ti fa una domanda, l’unica domanda che conta: “Chi sei?” Carroll Shelby
Da leggere : Go Like Hell: Ford, Ferrari, and Their Battle for Speed and Glory at Le Mans scritto da A.J. Baime.


