Aprile-il film

E’ tempo di rivedere questo film. E’ tempo che la sinistra guardi e reagisca.

Nanni ci regala una perla, tra satira politica, dolcezza, ironia, malinconia ed intima consapevolezza di essere un’uomo, un cittadino, un neo-padre ed infine un regista.

E’ un momento di riflessione, critica, autocritica, di grandi inquadrature, piccoli omaggi alla Roma d’infanzia, alle strade, giardini, le sedi vuote del partito, e alla coscienza di voler, ora girare solo cose belle e che piacciono al suo corpo e non più alla sua mente. Il documentario sulle elezioni italiane, lascia il posto al musical. E vedere Nanni Moretti che balla, beh, una scoperta illuminante, sempre under my opinion. Nanni mi ha fatto ridere, piangere, riflettere ed un pochino arrabbiare mettendomi difronte al fatto che anche la sinistra ha fatto degli errori. E la scena dello sbarco dei profughi albanesi ne é una prova dolorosa: la nave piena di speranze, di illusioni, di persone che sono fuggite in cerca di una vita migliore. Nanni filma la nave, ma in realtà filma le persone, gli esseri umani, coraggiosi e disperati con lentezza e disarmante amarezza, la lenta agonia delle masse umane dimenticate da tutti e anche dalla sinistra. Grazie Nanni.

a proposito di giornali : “Un capitolo del mio documentario sull’Italia è dedicato al giornalismo. Comincio subito a tagliare e ritagliare, incollare e cucire, e mi accorgo che i giornali sono uguali. E soprattutto usano e si scambiano sempre gli stessi giornalisti. C’è quello che scrive di politica su un quotidiano, di cinema su un settimanale di sinistra e di letteratura su un mensile di destra. C’è quell’altro che scrive contemporaneamente sul “Corriere della Sera”, su un settimanale femminile e su un mensile delle Ferrovie dello Stato. E naturalmente vignette e satira politica ovunque. Perché la satira non ha padroni, quindi sta bene sotto ogni padrone. Insomma, un unico grande giornale.”

a proposito di sinistra : ” D’Alema, dì qualcosa, reagisci… Dai, dì qualcosa, D’Alema, rispondi, non ti far mettere in mezzo sulla giustizia proprio da Berlusconi… D’Alema, dì una cosa di sinistra. Dì una cosa anche non di sinistra, di civiltà… D’Alema, dì una cosa, dì qualcosa, reagisci… Non dobbiamo reagire, eh… Nervi saldi, dobbiamo rassicurare… A forza di rassicurare, ci arriva una bastonata il giorno delle elezioni… Ho voglia di litigare con qualcuno! D’Alema, dì qualcosa di sinistra”

“Il fatto che in questi giorni, qui in Puglia, non sia venuto nemmeno un dirigente della sinistra è un sintomo della loro assenza politica, ma soprattutto della loro assenza umana: a loro non gliene importa niente, hai capito? Io me li ricordo negli anni ’70 a Roma, la FGCI: i giovani comunisti romani stavano tutti i pomeriggi davanti al televisore a vedere Happy days, Fonzie… È questa loro formazione politica, culturale e morale. “

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