Lee Miller – il film
Cosa spinge una delle muse ispiratrici dei grandi artisti dei primi del novecento a partire per la Francia occupata dai nazisti e documentare gli orrori della guerra ? La coscienza. Non poteva rimanere a Londra, doveva andare in Francia a seguire i suoi amici che stavano difendendo la loro nazione. Una voce che la desta, che la svincola dal suo “essere modella dalla parte opposta della macchina fotografica ” e la porta ad essere lei ad immortalare il reale e crudo spettacolo che le si palesa ovunque lei cammini. Non calca più le passerelle di alta moda, bensì le strade sporche e traumatizzate dalle bombe, si aggira tra le tende militari travestita da uomo perché le donne non erano ammesse…fotografa i feriti, i soldati e le soldatesse, momenti ti apparente tranquillità, le calze appese alle finestre delle baracche, un capolavoro di umanità, under my opinion. Guida per giorni interi, vuole andare a riprendere quello che si dice e non si vuole fare vedere: l’Olocausto. Si ferma a Berlino e visita la casa di Hitler, e fa pure il bagno dentro la sua vasca, e si fa fotografare. Rischia la vita durante un conflitto, non si scoraggia mica, anzi, prosegue fino ai campi di concentramento ed é la prima fotografa ad entrare e documentare gli orrori. Una ferita che le rimarrà dentro per sempre e mai si rimarginerà, neanche con mille bottiglie di superalcolici. E sfido chiunque a non rimanere profondamente disturbato nel guardare da vicino la verità. Grazie Lee, e grazie a tutti i giornalisti di guerra che in questo buio periodo storico, fanno luce, a costo della propria vita, sulle cattiverie del mondo.
Il figlio Antony ha creato una fondazione a lei dedicata ecco il link con altre splendide fotografie:






Non solo guerra, Lee fu una grande fotografa a tutto tondo, questa foto sul deserto lo dimostra



