La riviera del Conero – Sirolo

Il piccolo borgo, incastonato tra la roccia bianca del Conero, si affaccia sulle rive del Mare Adriatico e si lascia sfiorare dalla dolce brezza collinare, un fresco toccasana a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Una piacevole terrazza, all’ombra di pini e tigli, invita ad ammirare, in rispettoso silenzio, il capolavoro della natura che corre giù verso il mare: il verde incontra il blu, il bianco l’azzurro, l’aroma fresco raggiunge quello salmastro creando la preziosa fragranza del Conero. E la puoi respirare solo lì, in quel punto di discesa che ti accompagna nel bosco selvatico delle Marche, tra fiori e piante libere di crescere e morire dove vogliono, ad ascoltare i cinguettii, i ronzii, il lieve battito d’ali di una gialla farfalla, il fruscio della brezza che smuove foglie e rami, e, lentamente, mentre scendi, il folto bosco si dirada ed in lontananza l’azzurro del mare ondeggia sotto il tuo sguardo riconoscente. Ti fermi alla prima terrazza naturale e respiri questo magnifico incontro tra la roccia ed il mare, la Bellezza di Madre Terra.

Si scende in ripidità, tra radici e qualche scalino qua e là, si raggiunge la spiaggia ed i colori marini colpiscono per limpidezza e cromie sempre in mutamento, la freschezza dell’acqua é invitante, dopo il lungo tragitto é un regalo divino. Il fragore delle onde culla pensieri malinconici, a volte, dubbiosi, inquieti. Al mattino, invece, il silenzio e la calma dell’acqua invitano alla serenità interiore.

Grazie Sirolo. I’ll be back

“ Andiamo a passeggio lungo il golfo Adriatico, su per queste strane colline coperte di verde, da cui per una delle più curiose bizzarie della natura che abbia mai visto, il suolo precipita a picco sul mare. La strada ora segue per due o tre miglia la cresta di una montagna e a destra e a sinistra il terreno scende ripido verso il golfo: ora sprofonda in una valle incassata e ci si crede a cento leghe dal mare, perché le sue rive hanno nulla dell’aspetto desolato che presentano nel nord…”

Stendhal ( Viaggi in Italia, 1817 )

“ Questo piccolo mare d’eccezione qui si spiega più intimo, più libero e silenzioso, con i suoi colori strani che lo fanno diverso da tutti i mari della terra. Parlo di certi verdi freddi, grigi traslucidi, azzurri striati di rosso, che ricordano i marmi pregiati e le pietre dure.”

Guido Piovene ( Viaggio in Italia, Le Marche, 1957

La riva gioca con le onde

Le piccole e deliziose case all’interno delle mura e…sfiziosi locali dove gustare le prelibatezze marchigiane.

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